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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Politica, potere e servizio Jobs act il balletto dei dipendenti pubblici
Jobs act il balletto dei dipendenti pubblici PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

La vicenda del jobs act conferma che ci aspettiamo troppo dalla politica, criticandola aspramente e poi invocandola come se fosse una bacchetta magica per risolvere tutti i problemi. La politica deve dare coesione sociale, messaggi efficaci che uniscano  il paese, e sotto questo profilo

Renzi va benissimo. Però poi sotto ci vogliono personaggi che guardino alla sostanza, gestendola possibilmente con lo stesso pragmatismo e la stessa efficacia comunicativa del premier , che però non può fare tutto da solo, come scrivevamo in questo post. Lo confermano le sue dichiarazioni in cui afferma di "aver fatto togliere lui" la norma sui dipendenti pubblici dai decreti delegati, sottintendendo che il jobs act non si applica a questi lavoratori. Solo che la norma eliminata "escludeva" i lavoratori pubblici dall'applicazione dei decreti e quindi eliminarla riporta il pubblico impiego nella regola generale. Che non dipende dalle dichiarazioni in conferenza stampa del premier , ma dal quadro normativo preesistente, cioè dalla applicazione del reintegro al settore del pubblico impiego. La domanda è per molti versi teorica vista la sostanziale illicenziabilità dei dipendenti pubblici. Infatti anche marco esposito in questo post http://noisefromamerika.org/articolo/non-steve-jobs-act-decreti-delegati-atto-1?utm_source=feedburner&;utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+noisefromamerika+%28noiseFromAmeriKa+%3A+Articoli%29 ritiene secondaria la questione, affermando che Ammesso e non concesso il governo rendesse le norme della 183/14 applicabili anche al settore pubblico, vorrei proprio vedere quale amministrazione pubblica licenzierebbe e chi! Non licenziano i condannati per corruzione in via definitiva e gli assenteisti, per non parlare delle maestre assunte mentre sono sotto processo per percosse, figuriamoci i lavativi semplici.Solo che è una questione mediaticamente importante, cui non si può rispondere che tanto il dipendente pubblico non si licenzia! Anche perchè finirebbe per scavare ancora di più quel solco  tra lavoratori di cui parlavamo qui http://www.organizzazionesociale.com/burocrazia/853-dipendenti-pubblici-e-inefficienza-uffici-come-problema-culturale-  

E' un pò deprimente che della questione, indice della paralisi in cui versano tutti i pubblici uffici italiani,  non si sia parlato prima, nelle conferenze stampa e nelle migliaia di talk show sull'argomento. E' una riprova che il legislatore, visto come l'onniscente , il verbo che si è fatto carne esprimendo l'intelligenza collettiva del paese, è solo un gruppo di persone disorientate, che appena si trovano davanti una questione un attimino imbarazzante glissano , rinviando all'interprete. Della serie, "se la vedranno loro", ma quando si tratta di cose mediaticamente grosse , come queste  bisogna anticiparle.

 

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