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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Opinione pubblica e media La Germania: nuovo capro espiatorio
La Germania: nuovo capro espiatorio PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Gli italiani non devono buttarsi  giù, l'Italia può farcela, ma se ragiona e produce, evitando la scorciatoia delle chiacchiere. Quelle dove tutti siamo allenatori della nazionale, dove tutti "l'avevamo capito da tempo", dove tutti dobbiamo far mostrare di saperla lunga; come nella scenetta del sarchiapone in versione sociale buttiamo lì qualcosa per legittimare i nostri discorsi "se fosse per me" saprei bene come risolvere il problema, tutta colpa della casta, dei padroni, dei sindacati, delle banche, insomma, andiamo alla ricerca del "capro espiatorio", categoria in cui 

abbiamo visto di tutto, come "i poteri forti", lo stato imperialista delle multinazionali, la P2, I demoplutogiudaicomassonici,  i grandi evasori, le le toghe rosse, la grande finanza, il signoraggio, e le varie tipologie di casta. Un mix di capri espiatori per ogni gusto personale e tendenza politica, rossa, nera e a pallini. Oggi un filone di creatività italica aggiunge "i tedeschi" come nuovo capro espiatorio , accostando l'avanzo commerciale attuale della Germania, e la sua efficienza organizzativa,  ai campi di sterminio nazisti, come ho spiegato in quest'altro post . 

Non si accorgono che la Germania è semplicemente un paese coeso dove ci si organizza attorno agli obiettivi con disciplina e iniziativa. Questo vale anche quando sale al potere un dittatore allucinato come Hitler. Quando alla fine la dittatura è sconfitta, in modo altrettanto disciplinato gestiscono otto milioni di profughi, la perdita di un quarto del territorio, compresa la Prussia, da cui si era originata la Germania unita, mezzo paese si assoggetta a un regime comunista quasi modello, e l'altro ricostruisce un'economia capitalista. Rilanciando quel capitalismo renano, in cui si cerca di coordinare tutti i fattori della produzione, senza bisticci, e dove anche qui ciascuno interpreta il proprio ruolo. Dopo il crollo del muro in una ventina d'anni di pragmatismo  economico-politico diventano un paese organizzato ed efficiente. Oggi sono un ottimo capro espiatorio che si aggiunge agli altri, abitualmente usati dall'Italia retorico parolaia (anche se, nei momenti di dittatura, meglio quella nostrana paternalista e  pasticciona di quella seriamente criminale realizzata in Germania). Allora si finisce per rileggere la storia tedesca, come se Hitler avesse già albergato nel cuore degli imperatori svevi, di martin Lutero, di kant di Hegel e persino di Marx.  Cioè di un pezzo centrale, sia nella geografia sia nella sostanza,  della cultura europea. Si arriva fino al punto di inventare un retroterra culturale per una dottrina dello spazio vitale (lebensraum) che fu assolutamente trascurabile in Germania fino a che non venne recepita dal militarismo nazista, che vedeva ad est gli unici possibili spazi di espansione della Germania, facendo un calderone con la lotta al bolscevismo. Ed infatti la Prussia non guerreggiò mai contro la Russia, ma contro Napoleone primo e secondo, nel 1870. Altre guerre furono contro l'impero d'Austria nel 1866, per l'egemonia sull'area  tedesca. Nel 1700, la partecipazione alla spartizione della polonia fu con la Russia, non contro la Russia, assieme all'Austria. L'espansione ad est risale casomai ai tempi dei cavalieri teutonici, ma stiamo parlando del 1200, con la battaglia di Pskov. Dopodichè la Prussia medievale si sviluppò in una zona del Baltico da cui i tedeschi sono stati completamente scacciati (Pulizia Etnica integrale) dopo la seconda guerra mondiale. E se ne sono andati senza recriminazioni, senza code polemiche, senza cercare capri espiatori, facendo autocoscienza sul nazismo, mentre da noi in Italia il fascismo è stato semplicemente rimosso senza riflessione.  

 

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