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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

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Convegno su "giuridicità oltre la giurisdizione:" un ruolo sostanziale e politicamente neutro del giurista nella società PDF Stampa E-mail
Metodologia
Scritto da Raffaello Lupi   

La macchina pubblica , non solo i tribunali, ormai vivonoo di diritto. E nello stato di diritto sempre più spesso la politica si trova davanti ostacoli  giuridici, che lei può certamente sciogliere, pagando però un prezzo politico davanti alla pubblica opinione. Il diritto si conferma così, nella sua

tradizionale matrice valoriale, come una zona fondamentale dell'interscambio tra la società e la politica. Lo schema processualistico, basato su avvocati, legge e giudici, non è superato, ma è inadeguato alla rilevanza del diritto persino nella difesa, nella sicurezza, nell'istruzione , nella sanità, nell'ambiente, e nella determinazione dei tributi, forse il più remoto degli assetti giuridici e non giurisdizionali. Forse per questo non è casuale che l'iniziativa di riflettere sul diritto sia presa dalla fondazione studi tributari, anche per lanciare una riflessione sul ruolo del giurista nell'organizzazione di una macchina pubblica che va ben al di là della giustizia. Che non deve più giudicare, ma che è soprattutto chiamata a "fare", cioè gestire garantire sicurezza, infrastrutture, servizi, educazione, sanità, smaltimento rifiuti, gestione flussi migratori, equa determinazione dei tributi. Sono tutti compiti dove la legge continua ad avere un qualche ruolo , ma non è certo onnipotente, come a rigor di logica può essere davanti al giudice, chiamato a decidere fatti  ormai accertati nella loro componente materiale. In questa prospettiva diventa impossibile eludere la gestione della discrezionalità e della valutazione. Si mostrano sterili le distinzioni  tra positivismo e giusnaturalismo, e tra esse sembra proficuo sviluppare l'intuizione dell'istituzionalismo. Nell'era aziendale, dove l'economia spiega il settore produttivo, il diritto non deve limitarsi a spiegare il giudice, istituzione giudicante, e facilmente vincolabile alla legge, ma deve spiegare tutte le istituzioni, guidandole nella scelta di "fare la cosa giusta", cioè più rispondente all'interesse generale, da apprezzare e considerare sotto una pluralità di profili, compreso quello del rispetto delle regole. Che però non possono fissare tutto, rischiando di delegittimarsi quando le loro previsioni portano a conclusioni assurde agli occhi della pubblica opinione. Le istituzioni sono create da regole, che ne fissano il ruolo, ma le loro azioni possono essere telecomandate dalle regole, o presentarsi come tali, solo per il diritto giurisdizionale. La giuridicità non giurisdizionale deve gestire le valutazioni e la c.d. "discrezionalità" se non vuole  finire alla paralisi, alla disgregazione, alla corruzione, all'abuso, alla deresponsabilizzaizone e all'anarchia. E' di questo nuovo ruolo del giurista che intendiamo discutere , sulla base del materiale di riflessione predisposto a cura della fondazione, della ....omissis e degli altri enti aderenti, quando ci  vedremo "de visu". 

 

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