Area riservata

Newsletter

Link

Siti amici, partners o semplicemente di interesse che vi segnaliamo. Accedi

 80 visitatori online

Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Lavoro e sindacato Art.18: Per l'azienda, non "per i padroni" e non "contro i lavoratori"
Art.18: Per l'azienda, non "per i padroni" e non "contro i lavoratori" PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Le discussioni sull'art.18 possono contribuire molto alla formazione sociale del paese. Per questo sarebbe importante far capire ai sindacati che la battaglia del governo non è "contro di loro", a favore "dei padronI", ma "per l'azienda", intesa come organizzazione. Una organizzazione che in fondo è "di tutti", compresi i lavoratori, e dove i lavoratori , col passare del tempo, con l'istituzionalizzazione dell'azienda, sono destinati

ad acquisire sempre più peso. I lavoratori, i sindacati "vedono" l'azienda in modo antagonista perchè la identificano col "padrone", e temono che l'art.18 aumenti il rischio di  licenzialmenti per motivi di  conflittualità interna, per futili screzi e bisticci. Non credo che l'inamovibilità , la reintegrazione nel posto di lavoro del dipendente ingiustamente licenziato provocasse atteggiamenti ricattatori di alcuni dipendenti verso la proprietà aziendale. Però probabilmente la gestione delle relazioni sindacali assorbiva, da parte della proprietà, energie che venivano distolte da impieghi più direttamente produttivi. Soprattutto, nelle aziende managerializzato-padronali, l'art.18, la difficoltà di licenziare, provocava equilibri in cui per molti dipendenti era facile assestarsi su un "minimo sindacale", lavorando sì, ma non troppo, creandosi delle nicchie di  compromesso, a danno dell'efficienza complessiva aziendale, e con un effetto imitativo al ribasso (perchè "i furbi" ci sono anche in azienda). Un maggior potere "datoriale" può essere quindi opportuno purchè nell'interesse generale dell'azienda, senza che il jobs act  venga percepito come un tentativo del governo di "avallare le prepotenze dei  padroni".  

Renzi deve far capire che non è "un amico dei padroni", ma è "un amico di tutti". Di  tutti quelli che lavorano nelle organizzazioni aziendali. A cominciare dai lavoratori. Bisogna spiegare al popolo che le aziende, come luogo di produzione di ricchezza, sono diverse dal "padrone". E sarebbe bene che lo spiegasse anche ai lavoratori e ai sindacati, non per "concertare", ma per comunicare, come Renzi sa fare tanto bene. Altrimenti tutti i parolai gelosi della sua popolarità e della sua capacità di comunicazione , lo lavoreranno  ai fianchi piano piano. Con grave danno per il paese. 

 

Copyright © 2012 www.organizzazionesociale.com | All Rights Reserved. Tutti i diritti riservati | fondazione studi tributari P.IVA 97417730583

PixelProject.net - Design e Programmazione Web