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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Economia pubblica Euro o non euro, perchè non si riesce a parlarne?
Euro o non euro, perchè non si riesce a parlarne? PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Personalmente ho molti dubbi sulla possibilità di invocare con leggerezza l'uscita dall'Euro come soluzione per i nostri mali, o per la salvezza di quello che resta del nostro sistema economico, strangolato dalla disorganizzazione e dalla burocrazia (meglio "dalla disorganizzazione burocratica"), però per lo meno

è utile parlarne ,  mettere l'argomento in discussione, come ho cercato di fare in questo precedente post . Arriva invece una cortina fumogena di terrorismo psicologico, timori di inflazioni a due cifre, mutui alle stelle , e altre piaghe bibliche. Stasera 19 gennaio c'è stato un dibattito in seconda serata a piazza pulita, con Alberto Bagnai autore di volumi scientifici sul tema linkati qui  che ha cercato di portare degli argomenti, mentre dall'altra parte Passera, comunicativo spesso fuori luogo  tirava fuori tutto il repertorio di inflazione, mutui, disastri, etc.. Si noti che Bagnai cercava di parlare di sostanza, non stava tirando fuori i bambini greci poverini o la Germania cattiva che è peggio di Hitler. Faceva discorsi sensati, con un capo e una coda, come pure ha un capo e una coda il discorso di Borghi, studioso del tema ed economista della Lega. Io non sono esperto di moneta, e di cambi, ma ho la sensazione che tra i proeuro si proceda più per atti di fede, in nome dell'Europa, come se fosse un feticcio. Non sento argomenti sul tema della credibilità monetaria, che avevo enunciato al termine perplesso di questo  post.. Io non so che fare, però vorrei vedere che si discute, invece i proeuro rispondono con atti di fede, e l'establishment sembra aver paura di confrontarsi sul tema. Forse perchè ci hanno messo la faccia? Forse perchè ci metterebbe la faccia l'Italia? Forse perchè hanno paura di andare a parlare con i tedeschi come vittorio emanuele i primi di settembre del 1943? Io alla fine penso che, casinari come siamo, ci potremmo permettere di uscire solo diventando molto credibili come efficienza della macchina pubblica, come sensatezza nel perseguire l'interesse generale, nell'unire iniziativa e disciplina, senza voler fare tutti i salvatori della patria a modo nostro. La sovranità monetaria se la riesce a gestire l'america che è un gigante,  l'Inghilterra, che tenne duro da sola contro i nazisti,  il Giappone , che se non gli buttavano l'atomica ancora combatteva, e finanche la Germania, che se l'è giocata fino all'ultimo in una guerra che sapeva perduta, ha gestito un paese dimezzato, milioni di profughi, una riunificazione brillante, sapendo gestire la propria coesione sociale, con sindacati, imprenditori e governo che fanno blocco attorno alle aziende, considerate delle comunità dove tutti hanno una vita dignitosa, nel capitalismo renano giapponese, non antagoniste come da noi.    La Germania potrebbe uscire dall'Euro, ma noi? Che con tutte le nostre cordate relazionali, impuntature e gelosie, riuscimmo persino a mandare due delegazioni, ignare l'una dell'altra, a trattare l'armistizio con gli angloamericani? Per diventare credibili però bisogna diventare maturi, e la strada democratica per farlo è parlare, senza la convinzione di avere ognuno la verità in tasca. Non parliamo di complotto se nella trasmissione di Formigli Bagnai si ritrova in minoranza, perchè sono sedi in cui si invitano membri dell'establishment e della grande stampa, tutti con la coda di paglia suddetta, dove non si può parlare male di Garibaldi e dell?Euro. Se no ci dicono trogloditi, analfabeti, politicamente scorretti, etc.. Eppure possiamo crescere solo elevando la nostra consapevolezza sociale, e questo lo si può fare solo discutendo sui contenuti.  

 

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