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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Burocrazia La burocratizzazione della medicina può uccidere?
La burocratizzazione della medicina può uccidere? PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

La morte di parecchie partorienti in pochi giorni, indicate qui, come pure l'aumento dei decessi nel 2015, sono campanelli di allarme sulla capacità di controllo sociale nel settore medico. Il timore crescente di azioni di responsabilità, spesso strumentali, da parte di alcuni pazienti, si ritorce a danno

di tutti i pazienti. Ai medici comincia più a stare a cuore il rispetto delle procedure, che il bene del malato. L'importante comincia a diventare "stare a posto" anzichè guarire. Meglio il malato morto e il sedere parato che rischiare per salvarlo, staccandosi dalla procedura. Perchè in questo  caso , se il malato sopravvive nessuno ti ringrazia, mentre se tira le cuoia è colpa del medico. Posso salvarlo variando il protocollo, ma se muore è colpa mia. Il medico si prende i rischi e non i vantaggi, e le sue valutazioni si complicano ulteriromente se si  considerano i costi degli interventi, delle analisi, lo scorrimento delle liste d'attesa etc.etc..  Allora il medico pensa a "stare a posto" segue il protocollo, così non gli potranno dire nulla.  E' la cosiddetta "medicina protettiva" per gli stessi medici, che serve alla loro deresponsabilizzazione. Meglio che il paziente rischi di morire con la procedura rispettata e le spalle del medico coperte, anzichè rischiare ed esporsi per salvarlo, facendo scelte costi -benefici personalizzate. Adesso gli ispettori del Ministero verificheranno e scopriranno sicuramente che le procedure sono state rispettate, ma le pazienti sono morte. Perchè non automaticamente il rispetto della procedura salva la vita, anzi spesso la sacrifica, ma salva la responsabilità del medico. I giustissimi "diritti del malato", il consenso informato, etc.etc. sono caduti nell'eccesso opposto e hanno partorito burocrazia. Godiamocela e speriamo di  morire di un bel colpo apoplettico senza passare per ospedali. 

 

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