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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Aziende come istituzioni Credit runch: i soldi ci sarebbero, mancano i debitori affidabili
Credit runch: i soldi ci sarebbero, mancano i debitori affidabili PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Ormai glielo dicono tutti: banche perchè non date i soldi alle imprese? Nella frenesia italica, quando le cose vanno male, di trovare un colpevole, le banche sono

il capro espiatorio ideale. Che neppure è in grado di difendersi, visto che i banchieri partecipano della cultura comune delle classi dirigenti, cioè quella di essere privi di formazione economico sociale scolastico universitaria, il che li induce a rispondere in modo impacciato e confuso a critiche grossolane. Che sono rispecchiate un giorno si e l'altro pure dal noiosissimo quotidiano di confindustria, che tocca i propri vertici di inconsistenza sulle imposte, ma anche sul resto se la cava quanto a scritti mosci e inconcludenti. Come se le banche fossero una specie di ente senza vincoli economici , incaricato puramente e semplicemente della  di promuovere lo sviluppo industriale del paese, in una mission simile a quella della vecchia cassa per il mezzogiorno. La litania del "diamo credito alle famiglie e alle imprese" viene recitata tutti i giorni senza rendersi conto dell'ovvio problema di "dare indietro i soldi ai depositanti". Non è questione di "profitto" o di "banca no profit", ma di una banale massima della nonna, secondo cui i soldi ai depositanti vanno restituiti utilizzando gli interessi attivi per coprire le perdite su crediti. E se viene fuori che nell'immediato i risparmi dei depositanti si tutelano meglio acquistando titoli pubblici, perchè le banche devono rischiarli facendo credito a "imprese e famiglie"? Quando le insolvenze sono tante, pensiamo a quanti interessi attivi servono per reintegrare le perdite su crediti. Se persino il quotidiano di confindustria ignora questo profilo si capisce quanto nuoccia la banalizzazione delle chiavi di lettura della pubblica opinione sui fenomeni economici. Sapete perchè si dà credito solo a grandi aziende, o enti pubblici? Per lo stesso motivo per cui si fa il tutoraggio fiscale dei grandi contribuenti. Cioè che solo queste pratiche di finanziamento sono abbastanza importanti per una adeguata frammentazione della responsabilità in caso di insolvenza. Mentre la falegnameria Persichetti, con dieci dipendenti, non la conosce nessuno, e resta un problema del direttore di filiale. Che se tutto va bene ha fatto solo il suo lavoro, mentre se scoppia una grana diventa lui il capro espiatorio. Quello che manca alle banche italiane è la capacità di valutare i progetti imprenditoriali, e di reclutare funzionari che si assumono responsabilità. Che è una malattia diffusa nel paese dove tutti sono comandanti, anche nelle banche.

 

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