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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Recensioni In fondo a destra: un bel libro sull'organizzazione sociale
In fondo a destra: un bel libro sull'organizzazione sociale PDF Stampa E-mail

Il volume di Antonio  Polito, al di là delle contingenze politiche (cui si riferisce questa recensione su "il foglio"),  che evocano incidentalmente altri post del sito sul populismo italiano, pongono motivi di riflessione strutturali sull'organizzazione sociale. Mi riferisco al sottotitolo del volume, sull'incapacità della destra di esprimere

una classe di governo, resi dal sottotitolo del volume : "cent'anni di fallimenti politici".  Classe di governo vuol dire in due parole "dirigenti della macchina pubblica legittimati da un consenso trasparente nel gruppo sociale, con possibilità di ricambio e senza coercizioni finalizzate al mantenimento del potere. Insomma, nel libro di Polito ho ritrovato molte delle riflessioni (del resto ricordiamo che le scienze sociali sono  accessibili!) formulate in questo brano del manuale giuridico sulla "democrazia come punto di partenza", che è qualcosa di più complesso di un "sistema elettorale" e del principio "ogni testa un voto". Democrazia è comprensione che non ci sono poteri per diritto  divino, o esclusivamente per nascita, che il gruppo esprime sempre la propria classe dirigente, il che è quanto dire "la sovranità appartiene al popolo" senza che la signora Marisa dica "allora anch'io sono popolo e voglio essere sovrana". Democrazia è essenzialmente "libertà di espressione" , al di là dei sistemi elettorali , di cui uno vale l'altro se l'opinione pubblica e le classi dirigenti sono mature (aggiungo io "in tema di organizzazione sociale"). Questa maturità, secondo Polito, è mancata, e la borghesia italiana non è riuscita a esprimere una classe dirigente della macchina pubblica all'altezza di uno stato moderno. Io aggiungerei che non è un problema che viene dall'alto, da chi sta al potere, perchè "sono gli schiavi in massa che creano i faraoni", e che in gran parte questa difficoltà viene dalle carenze storico-formative descritte qui.  Nel senso che non è un problema di egoismo o di grettezza, ma di cultura e di consapevolezza. Che certo  non si risolve con un cambio di governo. Comunque il libro di polito conferma la lucidità dei  giornalisti , rispetto agli studiosi sociali, nel cogliere e comunicare la sostanza dell'organizzazione sociale. Questa debolezza comunicativa, e questa frammentazione degli studi sociali, rappresenta un ulteriore handicap culturale della nostra organizzazione sociale.  

 

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