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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

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Compendio di scienza delle finanze: l'economia pubblica si chiama "diritto" PDF Stampa E-mail

Il compendio di scienza delle finanze, edito dalla DIKE, riassume e arricchisce al tempo stesso, dopo un anno, le riflessioni del manuale giuridico di scienza delle finanze. SI sviluppa meglio la dialettica tra "pubblico potere" (che è anche un servizio) e "scambi privati", che hanno bisogno del potere. Il pubblico potere è il contenitore degli scambi, con il suo "servizio d'ordine" a contenuto

coercitivo e non divisibile, con la guerra, con la giustizia, con la religione, con l'ordine pubblico. Si è definito così, per millenni, il contenitore coercitivo della vita privata, con la sua produzione agricola, i suoi scambi, garantiti dall'apparato di ordine pubblico del potere. Trono, altare, mercato avevano un equilibrio facile, che si è rotto quando la scienza , con le sue scoperte, ha sconvolto il trono e l'altare, nonchè profondamente cambiato il mercato. Dove ha fatto irruzione l'azienda tecnologica, la produzione di serie, con le sue esternalità, la sua crisi della famiglia come entità produttiva di servizi. da questa crisi di millenarie certezze e stratificazioni  sono nate fortissime tensioni sociali , collegate alla modernità occidentale , dietro cui la democrazia liberale di massa arranca faticosamente, e da cui  sono nate le degenerazioni di fascismo e comunismo , con le aspirazioni confuse all'uguaglianza , al superamento delle ingiustizie, e al tempo stesso all'affermazione e al bisogno identitario, cui ripugna la burocrazia comunista (manuale giuridico di scienza delle finanze pagg.68-76). Tutto questo, per tornare al "compendio" richiede un maggiore intervento pubblico, rispetto  al quale l'idea dell'autosufficienza del mercato è una battaglia di retroguardia, come pure  il fallimento del mercato è una scoperta dell'acqua calda. Perchè le aziende non vogliono  organizzare la società, ma solo  vendere detersivi e merendine: se fosse per queste aggregazioni  sociali disumane (affidabili proprio  perchè disumane), meglio un mondo distrutto, ma dove tutti  rispettivamente non hanno altro obiettivo esistenziale che consumare prodotti per la casa, oppure merendine o scarponcini, a seconda del settore. Il libro conferma che non possiamo attenderci  nulla dalle aziende come  tali, ma che la salvezza viene dalla consapevolezza degli uomini che vi lavorano, e che restano esseri pensanti , a cominciare dai loro titolari. Ecco perchè la vera battaglia non è  tra "più stato" e "meno stato", ma su "come deve agire lo stato". Uno stato  che ha dovuto smettere di fare solo il soldato, il prete e il gendarme, ma andare al mercato occupandosi anche di prestazioni effettuabili in astratto con gli scambi. Il punto decisivo è quindi  la macchina pubblica. La sua capacità di produrre "organizzazione" , di aziendalizzare la macchina del potere senza che essa abbia un mercato come la macchina delle merendine o dei detersivi. Qui si parrà la nobilitate degli stati, con da una parte il modello greco, in cui si fa spesa pubblica per creare consumi, senza produrre niente, con lo stipendio ridotto a sussidio: Dove nessuno si espone, o si prende responsabilità, salvo quando c'è da fare un favore a qualcuno, o da abusare del potere. Dall'altra parte c'è il modello tedesco, ma anche inglese o americano, dove c'è spirito di gruppo....in cui si fa spesa pubblica per creare servizi, per "decidere" , per prendere iniziative, per "creare organizzazione": ma questo non si vede attraverso  gli scambi studiati dagli economisti. Perchè qui lo  scambio è politico, multilaterale, e non può essere incapsulato nei modelli della "sociomatematica" .Perchè il consenso politico ,come la magigor parte delle azioni umane, dipende da elementi irrazionali, cioè sentimentali, romantici, ideali, spirituali, senza equazioni  "paretiane"., che possono essere casomai razionalizzate a posteriori. Per questo l'economia pubblica, organizzata dalla politica, si chiama "diritto" . Non legislazione, ma diritto. Però di questa distinzione parleremo in un altro post. 

 

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