Area riservata

Newsletter

Link

Siti amici, partners o semplicemente di interesse che vi segnaliamo. Accedi

 65 visitatori online

Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Politica, potere e servizio Critiche pretestuose su riforma province: ma ci fanno o ci sono?
Critiche pretestuose su riforma province: ma ci fanno o ci sono? PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

E' sempre più chiaro che, rispetto alle  aziende, organismo plurieprsonale tenuto insieme dal prodotto, il vero problema dell'organizzazione sociale sono le istituzioni, organismi tenuti insieme dal consenso sociale e dal diritto. E che quindi dovrebbero essere studiate dai giuristi, e da loro

riproposte alla pubblica opinione  nel suo complesso. Siccome i giuristi sono pochi rispetto agli avvocati, ancorati al normativismo del "combinato disposto" , le istituzioni  sono alla fine proposte alla pubblica opinione da giornalisti, politici ed economisti. Nessuno dei quali riesce a capire in cosa consista l'abolizione delle province , come testimonia questo scritto di Tito Boeri, già esaminato qui a suo tempo nonchè articoli sensazional-scandalistici come questo. Con  questa carenza di formazione istituzionale è difficile  esercitare un adeguato controllo sociale su una macchina pubblica complessa. Anche perchè , ogni volta che si critica una manovra opportuna, si rischia di non vedere manovre che invece meriterebbero critiche ben più gravi. Dopo tutte le proteste contro la politica e i suoi  costi si dovrebbe essere felici del venir meno degli organi elettivi della provincia, con le loro indennità e con i loro apparati di segreteria, le loro spese generali e di rappresentanza. Il venir meno della provincia come ente politico, con un elettorato cui presentarsi fa venir meno le spese per l'immagine della giunta, per il prestigio dell'istituzione provincia, che cerca competenze in modo da giustificare la propria esistenza,e aumentare la propria importanza (come tutte le istituzioni).  In tutte le cariche elettive spendere è necessario per dare un senso alla carica  davanti agli elettori cui si è chiesto il voto e lo si deve richiedere. "Cosa ci sto a fare se non posso spendere" si chiede l'amministratore eletto, tentando di acquisire competenze istituzionali e  fondi al proprio bilancio,  in concorrenza con regioni e comuni.

Qualche provincia ha dilapidato milioni  per inutili  aeroporti e a roma nel 1998 fu creata la polizia provinciale, coi pick up come l'isis e le luci sulla cabina come texas ranger (a spese nostre).

Alcune spese riguardano però aree troppo vaste per attribuirle a un solo comune, le strade provinciali dovranno pur sempre essere curate, l'ambiente faunistico venatorio sorvegliato etc. Insomma le altre funzioni delle province dovevano pur sempre essere svolte su aree troppo vaste per singoli comuni, e quindi le province sono diventate,  nella sostanza, consorzi di comuni, cui le competenze davvero utili restano. Non si poteva cambiarne il nome perchè sono organi  previsti dalla costituzione, ma si sono svuotate "a costo zero", perchè i relativi organi sono quelli espressi dai  comuni ed è prevista la mancanza di compensi di sorta. Del resto già si prevede la ricollocazione di 20 mila dipendenti delle province rispetto ai circa 55 mila. Insomma, una volta svuotata la valenza politica della provincia, le funzioni sono  ridotte a quelle essenziali. Non si vede cosa si potesse fare di meglio a legislazione vigente. Ed è buffo vedere oggi gli ex accusatori delle "caste" dei politici, critici verso i  costi della poltiica, lamentarsi perchè nelle province l'elettorato non vota. Certo: sono consorzi di comuni cui si è dovuto lasciare il nome di provincie, perchè non c'era tempo di approvare una legge costituzionale per questo. A legislazione vigente era il meglio che si potesse fare. Perchè devono essere solo i giuristi ad arrivarci? 

 

Copyright © 2012 www.organizzazionesociale.com | All Rights Reserved. Tutti i diritti riservati | fondazione studi tributari P.IVA 97417730583

PixelProject.net - Design e Programmazione Web