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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Politica, potere e servizio Politica, giustizia e processo Ruby: le delegittimazioni incrociate
Politica, giustizia e processo Ruby: le delegittimazioni incrociate PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Il pezzo che segue, sull'avvocato  Ghedini che manifesta le sue perplessità verso il tribunale di Milano,  conferma l'interazione tra diritto e politica, perchè l'uno viene dall'altra. Il diritto , come studio delle istituzioni del gruppo sociale, viene dalla politica, la quale a sua volta viene dall'opinione pubblica, che vede il diritto come strumento anche di lotta politica. Il processo Ruby, come tutti i processi che coinvolgono  uomini  politici è in parte anche 

un processo politico. Inevitabilmente. Senza nessuna critica ai giudici, che in un senso o nell'altro, nell'esercizio della loro attività, sono influenzati dalla posizione dell'imputato, anche perchè in genere la condanna o l'assoluzione sono "globali", e tengono conto -sia pure in modo infinitesimale, ma sempre- non solo di "che cosa ha fatto l''imputato", ma anche di "chi è l'imputato"  Questo senza violare il motto riportato nei tribunali, secondo cui "la legge è uguale per tutti", dove la parola legge, all'inglese, significa "diritto". Perchè tutti sono uguali davanti alla legge con il loro vissuto, le loro esperienze e la loro reputazione, che qualche volta conta poco, e qualche volta di più, a seconda dei casi..Beh, se Ruby avesse frequentato un anonimo industrialotto brianzolo di età analoga al vispo Berlusconi, si sarebbe fatto  tutto questo casino? Anche tenendo conto che la tipetta si presentava senza dire affatto di essere minorenne, e non aveva certo l'aria di una smarrita Santa maria Goretti. Mentre la magistratura milanese insiste sull'enunciazione del reato come se il Berlusconi fosse stato sorpreso nel quartiere malfamato di bangkok a strappare a suon di dollari bambine innocenti dall'abbraccio materno. Prostituzione minorile è vicino a corruzione di minorenne ed è vissuto dalla pubblica opinione come una specie di pedopornografia..Per quanto riguarda la concussione, poi , sembra che abbiano preso il padre di tutte le tangenti, per una telefonata!. Tutto  questo  accredita, da parte dei difensori  di Berlusconi, una campagna di delegittimazione della magistratura, compresa quella che, come diceva Travaglio in parecchi   video (che ora non riesco a ritrovare), è invece stata sempre molto cauta verso questo soggetto, anche in quanto politico. Il risultato è quello di alzare un polverone che alla fine la butta in politica, e confonde le acque anche a proposito di un altro processo (diritti televisivi), molto più emblematico di una possibile patologia grave del padronato italiano, di cui abbiamo parlato qui, che potrebbe essere, per gli oppositori di berlusconi, anche una carta vincente. Ma per saperla giocare occorre anche essere incisivi e convincenti. Gli ci vorrebbe un corso accelerato, ma leggiamoci la notizia da cui traevano spunto  queste brevi sensazioni. Certo, lo studioso  sociale davanti  alla vicenda è molto imbarazzato, perchè non ha certo  simpatia per chi delegittima le istituzioni, ma neppure per gli atteggiamenti con cui le istituzioni  si delegittimano da sole. 

Ruby, Ghedini in aula attacca i giudici

«Sono prevenuti e vicini ai pm

Richiesta di condanna stratosferica»

PER APPROFONDIRE processo ruby, silvio berlusconi, niccolo ghedini, giudici, tribunale, pm, prostituzione minorile

ROMA - Con l'arringa della difesa è ripreso oggi a Milano il processo sul caso Ruby nel quale Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile. Per l'ex premier il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, lo scorso 13 maggio, aveva chiesto una condanna a sei anni di carcere e l'interdizione dai pubblici uffici perpetua e dagli uffici legali per sei anni.

Niccolò Ghedini, uno dei legali di Berlusconi, ha cominciato la sua arringa accusando in sostanza il tribunale di essere prevenuto nei confronti della difesa. In uno dei primi passaggi l'avvocato, rivolgendosi ai giudici, ha affermato: «Ho l'impressione di ingenerare fastidio come difensore. Analogo fastidio non sembra ingenerare la procura della Repubblica». Il legale, nel suo discorso ha sostenuto anche che il collegio ha "vicinanza culturale" ai pm.

Ghedini esordito chiedendo in che modo dovesse rivolgersi al Tribunale «che a torto o a ragione consideriamo prevenuto». Secondo Ghedini «ci sono state ragioni di spettacolarizzazione più che di merito nella requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, perché si è basata più su suggestioni che su dati processuali ed è stata segnata da un pregiudizio nei confronti dell'imputato e si è chiusa con una richiesta di condanna stratosferica». La difesa, prima di cominciare l'arringa, ha chiesto ai giudici di acquisire le trascrizioni della deposizione di Ruby resa in aula al processo gemello a carico di Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti.

 

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