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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Politica, potere e servizio Finanziamento ai partiti ed emozionalità della pubblica opinione
Finanziamento ai partiti ed emozionalità della pubblica opinione PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

L'atteggiamento verso il finanziamento pubblico ai partiti riflette un simbolismo emotivo fortemente radicato in un popolo che non ha ricevuto, nè dalla storia nè dalla scuola, una sufficiente formazione sociale. Non ci  si è allenati quindi a riflettere su aspetti elementari dell'organizzazione sociale, ad esempio che "nessun pasto è gratis", che per consumare bisogna produrre e che, oltre a dedicarsi al bene comune, bisogna pure mangiare. Avere fonti di sostentamento. E non è tagliando i fondi a chi si dedica al bene comune che si limitano le degenerazioni. Il taglio dei costi della politica l'abbiamo già visto nel 1993, dove è stato abolito il finanziamento pubblico e sono arrivati i rimborsi elettorali. Si continua a non capire

che così come hanno diritto di vivere, e di mantenere la famiglia, venditori di scarpe o pasticceri, anche chi svolge un servizio pubblico ha bisogno di strumenti e di strutture. Non è tagliando il compenso all'amministratore del condominio che gli si impedisce di rubare. Anzi , togliendogli il compenso perchè "tanto ruba", se ne legittimano ancora di più i furti. Ci sono fortissime degenerazioni della politica, che non passavano attraverso il finanziamento pubblico, ed anche sulla sentenza Fiorito bisognerebbe discutere. Anche lei sembra venire da uno stato emozionale dove i giudici recepiscono impulsi della pubblica opinione. Presa da un vortice emotivo tipicamente italiano, che spara nel mucchio , con fervore e indignazione, mentre poi il furore si placa e torna il solito lassismo, o semplicemente confusionario realismo (vedi tangentopoli e referendum di Mario Segni sul finanziamento pubblico). In ciascuno dei due casi l'opinione pubblica resta confusa, si accapiglia come capita senza riflettere serenamente sui vantaggi e gli svantaggi delle varie soluzioni. Se l'assessore ruba, cosa c'entrano i lavoratori del partito? Pensiamo di poter fare a meno del partito, o di avere nuovi partiti che campino d'aria? E' un simbolo di uno psicodramma, cerchiamo qualcuno con cui prendercela perchè le cose vanno male...hai amministrato male e allora non ti pago le spese...E' lo stesso transfert che troviamo sul fisco: l'industriale nasconde ricchezza al fisco e il popolo se la piglia con l'azienda. Il valore simbolico della polemica lo si vede dalle cifre in gioco: i due maggiori partiti hanno complessivamente meno di 400 dipendenti, come risulta da questo articolo del messaggero, dopo il quale svolgerò alcune riflessioni finali.

Pd, conti in rosso: spunta la cassa integrazione per 180 dipendenti

E il Pdl disdice i contratti d'affitto di tutte le sedi

PER APPROFONDIRE pd, cassa integrazione, crisi, partiti

di Ettore Colombo

ROMA - L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti che sarà varata oggi dal governo Letta sta per calare come una mannaia sui bilanci dei maggiori partiti politici italiani. Il primo grido di dolore viene lanciato dal Nazareno, sede del Pd. Ieri il tesoriere nazionale, Antonio Misiani, ha riunito i dipendenti del partito (circa 200) per fare il punto della situazione. Drammatica. Il bilancio del 2012, che verrà approvato dalla riunione della Direzione il prossimo 4 giugno, chiuderà in rosso. La gestione Misiani si era distinta per oculatezza: nel 2011 il bilancio si era chiuso con un attivo di 3,2 milioni, ma nel luglio del 2012 è stata approvata la nuova legge che dimezzava i fondi ai partiti, passati da 165 a 91 milioni di euro. Morale: il Pd ha incassato 29 milioni di euro nel 2012, ma dovrebbe riceverne solo 24 per il 2013. Troppo pochi.

Solo per il personale il Pd spende molto: nel 2011 erano 12,5 milioni di euro per quasi 180 dipendenti (156 a tempo indeterminato più 17 giornalisti, più alcuni contratti a termine). Numeri lievitati a quota 200 nel 2012. Troppi. Nella riunione di ieri, non priva di momenti di tensione, Misiani ha spiegato: «Difficilmente la nuova normativa, pur se entrerà in vigore in modo graduale (tre anni) colmerà i mancati introiti derivanti dal finanziamento pubblico». Misiani – che pure esclude con fermezza licenziamenti - fa aleggiare lo spettro della cassa integrazione, poi parla di contratti di solidarietà e di tutte le forme utili e possibili di ammortizzatori sociali. I dipendenti non la prendono bene e il panico fa presto a diffondersi. Misiani precisa, con una nota, che «la situazione economica del Pd è difficile, ma non drammatica. Nessuna decisione è stata presa sugli strumenti, ne discuteremo con i lavoratori». Restano parole come pietre: urge una «profonda riorganizzazione» e «la prospettiva inevitabile è quella del ridimensionamento di tutte le strutture». Un processo che, peraltro, va avanti da molto tempo. I dipendenti di Ds e Margherita erano 330, il passivo del 2010 era di 43 milioni.

Le cose, nel Pdl, vanno – se possibile – anche peggio. Il tesoriere, Maurizio Bianconi, ha forti dubbi che per i partiti la cig, sia ordinaria che straordinaria, sia usufruibile: «Mica siamo un azienda, noi. Spero s'inventino qualcosa». I dipendenti del Pdl sono circa 200 anche loro, di cui 130-140 quelli a tempo indeterminato. I contratti a termine e a progetto (una settantina) o già non sono stati rinnovati o non lo saranno più presto. Il bilancio del 2011, l'ultimo disponibile, è stato chiuso con un avanzo di cassa di 475.340 euro, ma il disavanzo complessivo resta di 7.490.292. «Nel 2012 – spiega Bianconi – dovevano entrare in cassa 28 milioni di euro, ma ne arriveranno solo 14. Chiuderemo il bilancio con 5-6 milioni di euro di utile solo grazie alla campagna tesseramento». Drastica la soluzione trovata per tirare la cinghia: Bianconi ha disdettato gli affitti di «tutte le sedi provinciali, regionali e nazionale (via dell'Umiltà, ndr.)» del Pdl. «Dove traslocheremo? Non lo so, non spetta a me deciderlo. So solo una cosa: il governo Letta sta per mettere sul lastrico decine di famiglie di italiani veri come tanti altri. Noi»

Riprendo a parlare io (Lupi) per rilevare come il problema del finanziamento pubblico della politica sia un problema di democrazia, in quanto, nelle dittature, il potere ha il possesso dei beni dello stato, e può imporre taglie di ogni genere all'economia privata, che è sempre stata subordinata rispetto alla politica. Per questo, il finanziamento della politica, che oggi agita le nostre società, non era avvertito come problema nei periodi di economia agricolo-artigianale. Dove la politica manteneva, attraverso il potere militare, un dominio eminente su tutto il patrimonio della collettività; il fiscus imperiale era un patrimonio pubblico finalizzato anche al mantenimento del sovrano e dei suoi funzionari. Ve lo immaginate il finanziamento pubblico dell'imperatore Teodosio "dominus ac deus"?. Datemi retta , non è eliminando il finanziamento alla politica che la si fa funzionare bene. 

 

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