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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Opinione pubblica e media Eternit:prescrizione e disastri "a scoppio ritardato"
Eternit:prescrizione e disastri "a scoppio ritardato" PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

La prescrizione Eternit è un'altra conferma del baratro  tra società civile e giuristi. Con l'incapacità del diritto di spiegare e di spiegarsi, pensando attraverso "combinati disposti" sempre desideroso di una "copertura" e legiferando anche su questioni risolte all'estero al massimo con una circolare, come scrivevamo in questo post. Ora si dovrebbe legiferare anche

sulla prescrizione sull'onda dell'emozione per Eternit.. Ma nessuno si chiede come hanno calcolato la prescrizione in un caso che può ripetersi per tutti i disastri a scoppio ritardato. Dove all'inizio tutti applaudono per una nuova industria che crea tanti posti di lavoro e tanta ricchezza. Dopodichè , come in un film americano c'è il dottore che sospetta una pericolosità di qualcosa, e tutti maddai che dici , ma come può fare male, sei contro la scienza , sei contro il progresso, sei un nemico del popolo. Poi piano piano tutti  si convincono del disastro ambientale, anche i pali della luce...E' un processo  graduale e sfumato, in cui si inserisce un momento in cui lo stesso padrone della Eternit avrebbe dovuto rendersi conto oltre ogni ragionevole dubbio della pericolosità della produzione, la cui continuazione integra un "disastro colposo". Ma la prescrizione non scatta ancora da qui, perchè occorre la percezione sociale, collettiva, esterna, del disastro. Se c'è un reato di cui si può accorgere solo il reo, che sta lentamente avvelenando le falde acquifere, il reato si compie, ma la prescrizione non decorre, perchè manca la percezione sociale del fatto. Se invece il PM Guariniello (delle cui forzature giuridiche abbiamo già parlato qui) voleva considerare continuativo il disastro  ambientale finchè ne duravano le conseguenze negative in termini di malattie, dopo la chiusura della fabbrica, a causa del disastro e delle morti ormai risapute, la cassazione ha fatto solo il suo dovere. Se la fabbrica chiude negli anni ottanta perchè è risaputo che l'amianto uccide, perchè si è atteso tanto per procedere? Il disastro c'era ed era evidente, ma se era evidente perchè la giustizia si  è mossa così tardi? Di questo si  doveva  parlare, invece  gli operatori del diritto non sanno spiegare i loro ragionamenti, come se  vivessero in un mondo parallelo, trascurando che è la società a dar loro credito, e a dare credito alle istituzioni. Una società coesa non può permettersi un diritto che non si spiega, che non interloquisce con la pubblica opinione e le classi dirigenti. Il diritto non si può rifugiare nei giri di parole dei legulei. Il diritto deve far valere le proprie ragioni, guardandosi dentro, facendo trasparire i propri valori e i propri principi. Rispetto a questo la contrapposizione del PG della cassazione tra diritto e giustizia sembra decisamente riduttiva. Le istituzioni , giuridiche e giurisdizionali, vivono di  diritto. Se la società non le capisce, se il diritto sterilmente si  tecnicizza, diventa una polemica tra avvocati, ci rimettiamo tutti, perchè le istituzioni si paralizzano.

PS Comunque su Eternit restano altri reati, di  omicidio colposo , e le azioni civili, che seguono binari autonomi rispetto alla prescrizione penale. 

 

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