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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

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I giuristi, i media e la pubblica opinione PDF Stampa E-mail
Metodologia
Scritto da Raffaello Lupi   

Nelle trasmissioni televisive gli economisti non hanno difficoltà ad essere presentati come tali (nelle indicazioni del conduttore e nei c.d. "sottopancia"), mentre i giuristi, come "studiosi delle istituzioni pubbliche", hanno maggiori difficoltà. Forse perchè neppure loro hanno messo a fuoco di essere "studiosi delle istituzioni pubbliche" e quindi i conduttori e i giornalisti diffidano di una espressione associata troppo spesso al "leguleio". Gli ascoltatori vedono spesso, e non a torto, "il giurista" come produttore di bizantinismi incomprensibili, arzigogoli e "cavilli di razza". In genere quindi preferiscono indicare la specialità, come "costituzionalista", che rende abbastanza l'idea (Michele Ainis), oppure genericamente avvocato o nel mio caso  "tributarista", il che però genera confusioni 

tra lo studioso sociale e il tecnico di casi specifici. La ritrosia verso l'espressione più appropriata, cioè "giurista", conferma la mancanza di una idea di giurista nella categoria stessa di quelli  che dovrebbero esserlo,  prima ancora che all'interno della pubblica opinione.  Qualche volta si definiscono "giuristi" studiosi che in realtà parlano di politica e di etica, come ad esempio Rodotà,  che si pone -del tutto legittimamente-  dal punto di vista dell'apprezzamento o della riprovazione valoriale, non delle istituzioni giuridiche. In un'altra circostanza Cassese, che interagiva con la Gruber da vero giurista, era stato definito presidente emerito della corte costituzionale (la carica prevale sulla sostanza).

Insomma, il giurista come studioso delle istituzioni non entra proprio nel lessico della pubblica opinione, in gran parte per propria responsabilità, ma anche per una carenza di formazione politico-sociale. A tale carenza fa capo, del resto, la già descritta difficoltà di  capire le aziende, si riflette sulle istituzioni. Anch'esse sono infatti organizzazioni pluripersonali , con divaricazioni di  ruoli al proprio interno, molto più complesse delle aziende, anche se simili.  Le aziende operano per il mercato e sono quindi molto più facili da capire, in quanto aggregate attorno al prodotto; il rischio di concepire le aziende in modo personalizzato, come "omoni" , grandi bottegai o grandi elettricisti, si ripropone per le istituzioni, come la polizia, la magistratura, le università, le aziende sanitarie, etc.. Dalla carenza di formazione nella pubblica opinione, che dovrebbe svolgere il controllo sociale delle istituzioni, deriva il loro cattivo funzionamento. Che deriva anche da un difetto di autocoscienza dei giuristi, ancora troppo attaccatti alla personalizzazione delle istituzioni, riflessa nell'istituzione-persona per eccellenza, cioè "il giudice" che "applica la legge", nel meccanicismo normativistico, vero e proprio ostacolo allo sviluppo del diritto da tecnica forense a scienza sociale.  La macchina pubblica è fatta di istituzioni, espresse dalla politica, ma ormai distinte da essa, che non vendono nulla, e sono quindi sottoposte al generico controllo sociale della pubblica opinione. I giuristi servono a rendere consapevole e organizzare questo controllo. E' bene che comincino a presentarsi come tali sui mezzi di informazione. Perchè lo spirito d'impresa, e anche la credibilità monetaria, dipendono dalle istituzioni, che dipendono dall controllo sociale di una pubblica opinione provvista di una adeguata formazione d'insieme in campo giuridico. Non avvocatesco e forense, ma "giuridico", come angolazione necessaria allo studio della società.  

 

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