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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

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Lo smarrimento delle scienze sociali PDF Stampa E-mail
Metodologia
Scritto da Raffaello Lupi   

Una volta c'erano gli Dei, che si sono intrecciati con la filosofia , su cui poi si sono inserite le scoperte scientifiche, le ideologie, i nazionalismi, il consumismo, in un intreccio sempre più difficile. Non tanto difficile da governare, ma difficile persino da capire. A questa comprensione dovrebbero servire le c.d. "scienze sociali", che sono quanto resta dell'antica filosofia, e dei suoi (vani) tentativi di spiegare la natura partendo dall'uomo. Le scoperte scientifiche hanno spiegato quello che già gli stoici e gli epicurei avevano intuito, cioè che

la risposta agli interrogativi esistenziali dell'uomo è nella materia, nella sua analisi, e che persino il nostro pensiero dipende da impulsi chimici, di cui abbiamo ancora tutto da scoprire. Su questo sfondo le scienze umane (o sociali, che è lo stesso) sono rimaste disorientate, e hanno imitato le scienze della materia. Si sono ispirate all'"oggettività" del dato esteriore , della formula matematica e della "specializzazione" finendo per dimenticare le loro caratteristiche umane. A partire da quella secondo cui le riflessioni sulla condizione umana e sui rapporti sociali sono tendenzialmente accessibili a tutti, non a ristrette cerchie di iniziati. Qualcuno ha piu' tempo per riflettere ed organizzare le riflessioni, perche' e' ricco o e' mantenuto dagli altri, ma e quindi con l'esperienza, diventa ancora piu' abile nel maneggiare i pensieri, ma tendenzialmente non ci sono barriere all'ingresso. Tutti nel loro piccolo riescono un po' a fare i filosofi (casomai il difficile e' fare i fornai o i fabbri, e comunque lavorare), e il problema degli studiosi sociali è analizzare ed organizzare questi ragionamenti. Invece la maggior parte delle scienze sociali hanno assorbito, senza averne motivo, l'inevitabile sussiego delle scienze fisiche, i cui cultori sentono di stare penetrando in qualche mistero della natura, lasciando inevitabilmente indietro gli altri, perche' nella loro materia sono inevitabilmente migliori degli altri. Le scienze sociali invece non hanno copyright , non fanno scoperte clamorose che non siano già latenti nel bagaglio culturale di altri individui, che non siano da essi accessibili. La società delle scienze fisiche non avrà mai individui che siano contemporaneamente esperti di biologia, chimica, meccanica, ottica, informatica, botanica, medicina e tutte le angolazioni da cui analizzare la materia e le sue trasformazioni o manipolazioni. Le scienze fisiche si specializzano e le scienze sociali dovrebbero servire a tener assieme il tutto, congiungendo e collegando, senza pretendere di dare risposte agli interrogativi ultimi dell'uomo. E' possibile, anche se la societa' e' diventata piu' complessa rispetto a quella che avevano davanti gli antichi filosofi, perché oggi tanti loro temi sono di competenza delle scienze fisiche, come il problema ontologico, dell'essere , e di tutte le ricerche sul senso delle cose. Gli studiosi sociali si potrebbero quindi concentrare sui rapporti umani e sociali, nelle loro varie dimensioni, e secondo i vari punti di osservazione , economici, politici, giuridici, storici, psicologici, ma nell'unitarieta' metodologica umanistica. Basata sulla capacita' di relazionarsi, di interagire con altri uomini interessati alle singole materia. Invece , a forza di imitare le scienze fisiche i cultori del sapere umanistico sociale hanno perso la capacita' di interagire, di comunicare, frammentandosi e settorializzandosi, chiudendosi all'interlocuzione. E' rimasto cosi' campo libero a chi legittimamente parte dalla comunicazione e , del tutto in buona fede, non approfondisce. Se le scienze sociali non danno punti di riferimento tutti parlano di tutto, e legittimamente, come accade in tributario. E qui va ancora bene, perché c'è la buona fede, nel disorientamento. Poi piano piano dal disorientamento nasce la malafede, negli impostori che fingono approfondimento per accreditarsi, parlando in modo complicato senza dire nulla. Perché essere professori , e essere mantenuti dagli altri, è sempre meglio che lavorare.

 

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