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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

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Valutazione della ricerca sociale in un convegno ANVUR PDF Stampa E-mail
Metodologia
Scritto da Raffaello Lupi   

Un tempo la letteratura, la poesia, la pittura, la musica, erano finanziate dai loro interlocutori, cioè dai mecenati, dai principi , ma poi sono nate in parallelo le scienze sociali,  che hanno iniziato a dover essere finanziate dai contribuenti. Si è rotta quindi la vecchia corrispondenza biunivoca tra

artista, letterato e suo finanziatore. Oggi in buona parte paga Pantalone, e sempre più baroni universitari fanno i propri affari privati a spese del contribuente. E' quindi del tutto legittima la tendenza del ministero dell'università e dell'agenzia ANVUR a valutare la ricerca, organizzando il convegno internazionale di Roma del 17 novembre. Dove relatori internazionali passano in rassegna le loro esperienze nella storia, nella letteratura, ed in altre scienze umane. La valutazione è sacrosanta, ma cambia a seconda del settore, e soprattutto a seconda degli interlocutori. Alcune discipline, come la storia, la linguistica o la letteratura, se riguardano argomenti particolarmente di nicchia, che meritano credibilità e legittimazione sociale, possono adattarsi alla peer review, anche internazionale, che è tipica delle scienze fisiche. Dove ci sono cioè piccole comunità scientifiche fortemente collegate e specializzate, il che vale anche per le antichità iraniche o la etnologia cinese. La società decide di mantenere queste discipline, sopportandone i costi in nome della cultura, dopodichè lascia che esse si autogovernino, con un controllo sociale molto blando. In altre discipline , come quelle economiche, giuridiche e politiche, l'interlocuzione con esponenti della società civile, della pubblica opinione e della classe dirigente è molto più ampia, come pure i gruppi di riflessione sono numerosi, perchè si tratta di problemi avvertiti e discussi nell'organizzazione sociale. Qui la peer review , esportata dalle scienze fisiche, col doppio cieco e simili, lascia molto a desiderare, si presta a fenomeni opachi e dovrebbe essere sostituita da un controllo ampio di sensatezza. Dove si tratterebbe di mettere a disposizione di un vasto gruppo di revisori l'anteprima degli articoli. In modo da consentire un intervento a quelli che fossero interessati al tema. Questo in modo da smascherare il vero problema delle scienze sociali, che non riguarda i contenuti, ma i discorsi apparentemente in tema, sostanzialmente privi di senso compiuto, ma che disorientano i lettori perchè a prima vista potrebbero possederlo. Al di là di questi estremi , il rapporto tra parole , pagine e contenuti sostanziali sembra essere il principale parametro di valutazione in discipline che, in buona parte, fanno appello al bagaglio culturale dei lettori. Tuttavia, anche il convegno ha era utile per capire quanto fosse importante la capacità di autogoverno "sui contenuti" e "dei contenuti" da parte delle comunità scientifiche. Nella misura in cui questa capacità viene meno e svaniscono la buona fede e lo spirito costruttivo, lo scioglimento e/o il commissariamento del gruppo mi sembrano le uniche vie di uscita. 

 

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