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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

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meritocrazia e crescita: i ragionamenti di abravanel PDF Stampa E-mail
Metodologia
Scritto da Raffaello Lupi   

Ci sono quelli che parlano senza dire nulla, complicando i concetti semplici, senza comunicare, frastornando i loro interlocutori, e quelli che cercano di "comunicare contenuti" . Magari si può non essere d'accordo, ma riusciamo ad inquadrare pensieri di questi ultimi nelle

nostre mappe cognitive. Vale anche per i ragionamenti di Georg Abravanel su meritocrazia e crescita, con alcuni spunti sulle regole, che meritano un commento. La meritocrazia non è un valore assoluto, cui guardare con integralismo, ma deve essere coniugato con le urgenze, i tempi di scelta, gli affidamenti dei collaboratori, i diritti acquisiti, i rapporti fiduciali, i legami familiari, le incertezze di giudizio, un cui fallimento sarebbe scoperto solo a posteriori. Insomma, accanto alla meritocrazia c'è la fiducia, i rapporti consolidati, che pure hanno un loro peso. Certo però che un qualche peso dei meriti serve, altrimenti il sistema collassa. Passa la voglia di fare,  si inquina  il ricambio aziendale con crfiteri "relazionali". E' sensato affermare che la meritocrazia segue il rispettodelle regole, però molto spesso le regole stesse sono fatte per un effetto di annuncio, per dire di aver fatto qualcosa, non per essere davvero rispettate. Si ricordi che negli ambienti politico-legislativi si guarda alla conferenza stampa, ai simboli, agli effetti di annuncio. Spesso, da parte dello stesso legislatore, la regola serve a  mandare qualcosa sulla gazzetta ufficiale, per gestire una necessità contingente, una valutazione europea, una polemica mediatica, un rapporto delicato con un problema emotivamente rilevante. Nel parlare di rispetto delle regole Abravanel trascura che spesso il formalismo, davanti alle regole, ne svuota la portata, ma dopotutto Abravanel è un ingegnere aziendalista, non un giurista. Forse la sua affermazione va corretta, da "rispettare formalisticamente" le regole, a rispettarne nella sostanza il senso complessivo. Si tratta cioè di rispettare i valori che stanno dietro le regole. Abravanel è un pensante,  forse perchè ha operato con le aziende, nella Mac Kinsey, ma senza essere invischiato  nella loro routine, dall'esterno, e senza fare il venditore di tappeti, come tanti consulenti che sembrano agenti  immobiliari. Forse vale la pena di comprare il suo ultimo libro, non perchè risolva i problemi, ma perchè sono idee stimolanti e scritte bene, da parte (una volta tanto) di un autore senza retroterra giornalistico

 

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