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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Lavoro e sindacato Abbandonare il PIL o calcolarlo meglio?
Abbandonare il PIL o calcolarlo meglio? PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Il PIL , la crescita, non possono essere dei feticci, e le critiche a questo indicatore colgono giustamente la trasformazione delle produzione in una specie di feticcio, che prescinde dai fini, dagli obiettivi della produzione, dello scambio, del coordinamento tra i vari settori dell'organizzazione sociale, facendo  venire in mente le frasi di bob Kennedy secondo cui Il PIL comprende l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana... Comprende programmi televisivi 

 che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Crescecon la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta". Perfettamente d'accordo: la  produzione è per l'uomo, non l'uomo per la produzione, e bisogna relativizzare il PIL comprendendo  che esso include gli scambi, e quindi l'utilizzazione di terzi, mentre l'autosufficienza , su certi servizi, non è inclusa nel PIL. La famiglia come luogo di scambio e di solidarietà non è inclusa nel PIL , la coabitazione felice non fa PIL, mentre due separati che vanno al ristorante si. Ma non tutti gli scambi sono cattivi , e non tutte le produzioni dannose. Bisogna vedere cosa si produce e forse smettere di pensare al PIL come indice di produzione, bensì vederlo come indice di organizzazione. In un contesto  dove anche la ricerca della qualità della vita deve essere organizzata, anche il sociale deve essere organizzato, anche le biciclette, anche la raccolta differenziata, o l'adozione di stili di vita a rifiuti zero, comprendendo che in ultima analisi , man mano che le aziende si istituzionalizzano e le istituzioni si abituano a fare servizi, il PIL non è più produzione, ma è "organizzazione" e in questo si presta ad accogliere anche tutti gli auspici dei teorici della decrescita , di martha Nussbaum, etc...Solo una cosa bisogna capire...che il settore pubblico non può entrare nel PIL solo  perchè qualcuno prende stipendi, e qualcun altro preleva imposte (tax and spend), ma che ci deve stare perchè alla spesa pubblica corrisponde un servizio. Meglio ancora se "il pubblico"  stimola i privati ad autoorganizzarsi per bisogni umani che siano sobri e in armonia con la natura (soft), spingendo per una ricerca scientifica diretta a investigare lo spirito attraverso la materia...ma questi sono solo sogni.. Però "sogni migliori" della motocicletta rombante , del rolex d'oro o della barca da venti metri. 

 

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