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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Lavoro e sindacato Istituzionalizzazione delle aziende e "sindacato dei cittadini" (consapevoli)
Istituzionalizzazione delle aziende e "sindacato dei cittadini" (consapevoli) PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Al tempo del padrone delle ferriere, dell'incendio dello stabilimento da cui prese le mosse la festa del primo maggio, degli sfruttamenti dei bambini in miniera, quando i pubblici poteri mandavano l'esercito a sparare sugli scioperanti,  il sindacato

aveva un senso. Aveva un senso chiaro  al tempo delle lotte. Ma si deve ripensare man mano che  le aziende si istituzionalizzano, che le tutele vengono dagli stessi pubblici poteri, con una legislazione garantistica, che si giustifica dove c'è un reale contropotere. Abbiamo visto sindacalisti utilizzare il proprio ruolo per ottenere dal padrone utilità personali, in cambio del rifiuto di esercitare un potere di interdizione (non vuoi guai allora paga!). Si capisce poco il sindacato dei lavoratori pubblici, dove per definizione “un padrone” manca, e il contropotere sindacale, senza un reale potere cui opporsi, diventa a sua volta “potere”. Spesso senza contrappesi, dove i sindacalisti diventano dirigenti, direttori generali, ed alimentano piccole consorterie interne; finchè la sindacalizzazione degli impiegati pubblici avalla rendite di posizione ed oggettivi elementi di paralisi. Abbastanza paradossale è il sindacato dei pensionati, quello che raccoglie il massimo numero di adesioni, che in realtà  non ha un potere "datoriale" (in gergo si dice così per indicare il potere del datore di lavoro) da fronteggiare. Su queste premesse nascevano, già dagli anni ottanta, le spinte a trovare un ruolo nuovo, dove il sindacato cercava di guardare al di là degli interessi degli iscritti, ma di essere uno strumento per elevare la consapevolezza sociale dell'opinione pubblica. Ed in effetti proprio presso alcune associazioni sindacali, soprattutto sul fisco, ho sentito la maggiore sensibilità per gli interessi generali, e la migliore attenzione a comprendere. Senza essere appesantiti troppo da interessi di categoria. Certo anche qui c'è qualche capopopolo, compiaciuto del proprio potere e della propria visibilità. Però si tratta di una componente importante, e abbastanza utile, del pluralismo di una società complessa. Quindi non condividiamo, nonostante gli eccessi, le espressioni diffuse secondo cui "i sindacati hanno rovinato l'Italia". Diciamo piuttosto che una concezione burocratica e miope del sindacato ha ostacolato per molti versi l'organizzazione sociale. Ma che ci volete fare, anche gli iscritti ai sindacati , come tutti gli italiani, sono vittime dell' analfabetismo sociale diffuso in Italia.

 

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