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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Economia pubblica Moltiplicatore, consumi e spesa pubblica
Moltiplicatore, consumi e spesa pubblica PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Nell'economia degli scambi tutta la produzione avviene in funzione, diretta o diretta, di un consumo. Produzione e consumo potevano sincronizzarsi con relativa facilità nell'era agricolo-artigianale, dove lo stato svolgeva funzioni diverse

da quelle di mercato, come scritto in questo precedente post  e al par.7.3 dell'ultimo compendio di scienza delle finanze scaricabile qui https://www.dropbox.com/s/9vyruz3w2ayulia/Compendio%20Scienza%20Finanze%202014%20%28def%29.pdf?dl=0. Il PIL misura gli scambi, ma come rilevare al suo interno l'economia intermediata  , dove cioè lo stato prende tasse di tizio e paga consumi a caio? Per le spese pubbliche tradizionali, come difesa giustizia e sicurezza si può dire che lo stato prende tasse di tizio per soddisfare bisogni indivisibili anche di Tizio, perchè lo stipendio dei soldati, dei carabinieri e dei giudici soddisfa indifferentemente bisogni di tutti. Certo, se ci fossero troppi soldati , troppi carabinieri e troppi giudici rispetto alle necessità il servizio reale per l'eccedenza non ci sarebbe, ma nel calcolo del PIL è troppo complicato valutare solo spesa pubblica efficace, quindi mettiamo dentro tutto. Se aumentiamo gli stipendi ai militari, a debito, aumenta il PIL , non è soddisfacente sul piano logico, ma non ci sono criteri alternativi. Se c'è effettivamente in quella misura il servizio difesa, o il servizio sicurezza, si crea reddito, altrimenti c'è un trasferimento da tizio a caio , in una sorta di sussidio forzato, in questo caso verso i militari. Reddito e consumo sono sempre due facce della stessa medaglia e il sussidiato caio spenderà o risparmierà, pur non creando reddito , come avrebbe speso o risparmiato il sussidiante, che -se può mantenere il sussidiato- aveva ricchezza in eccesso. Qui  qualcuno, considerando Tizio-sussidiante ricco e Caio-Sussidiato povero,  dirà sempre che togliere ai poveri per dare ai ricchi non solo è cosa buona e giusta (cosa su cui potrei concordare vista la mia istintiva preferenza per la sobrietà rispetto alle vanità dei ricchi), ma giova all'economia in quanto il povero spende più del ricco, che avrebbe probabilmente risparmiato, creando così un effetto moltiplicativo!!!.  Questo mi sembra grossolano, in quanto le eccedenze del ricco sarebbero state comunque rimesse nel circuito attraverso le banche, andando a finanziare investimenti, perchè il risparmio genera  investimento nel senso che finisce prestato. Per questo il c.d. "paradosso del risparmio" è controintuitivo perchè anche il risparmio investito, attraverso il circuito bancario, ha un suo moltiplicatore. Con la differenza che il sussidio intermediato dallo stato genera "puro consumo" nel senso che tizio consumando o investendo meno finanzia i consumi del sussidiato Caio. Invece l'investimento attraverso il circuito bancario, e il diverso moltiplicatore dei depositi può dare luogo a beni strumentali, impianti, servizi concreti, e quindi , come si dice oggi, "crescita".

Se però diminuisco il consumo frivolo dei ricchi, che magari si pagano merci rare e di importazione, come nella fase del declino dell'impero Romano, per dare un sussidio agli italiani poveri, sotto forma di stipendi pubblici, uno dice "perchè no"? Tanto più se poi invece pago maestri, infermieri, netturbini che lavorano. Se però i consumi futili del ricco erano all'interno del sistema, e lui licenzia il giardiniere per pagare le imposte destinate al sussidiato Caio , il consumo di quest'ultimo , che batte la fiacca iin ufficio, sostituisce quello del  Giardiniere, che almeno creava reddito, tenendo in ordine il verde, benchè privato. La società e l'economia stanno come prima, con in più un giardino infestato dai rovi. Ma la cosa più grave si ha quando gli stipendi-sussidi a Caio (simbolo dei poveri che consumano, senza produrre), sono pagati da altri poveri, che però producono, come operai, consumatori , automobilisti, con meno salario netto in busta paga a causa delle imposte, e che quindi vogliono salari maggiori. Se un operaio italiano deve concorrere anche al mantenimento di un impiegato della regione lazio, l'Italia diventa meno competitiva, perchè la tassazione induce i poveri ad alzare giustamente le proprie pretese nei confronti delle organizzazioni in cui lavorano, cioè le aziende, che diventano meno efficienti. Se dall'altra parte, dal settore pubblico, arrivano servizi effettivi in cambio, la situazione è di equilibrio (tolgo a una produzione a beneficio di un'altra produzione), ma altrimenti sussidio un consumo che non crea reddito, gravando sul reddito di chi produce, e rendendo meno competitive le organizzazioni in cui lavorano. 

 

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