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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Burocrazia Morire si deve, ma perchè morire male per ipocrisia e legalismo?
Morire si deve, ma perchè morire male per ipocrisia e legalismo? PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Aggiorniamo quanto già scritto in questo post del rifiuto di ragionare sul problema della morte, ridotto a questione giuridico-burocratica. Dove nessuno si prende le responsabilità connesse al suo ruolo, e ce la caviamo frequemtenente con una ipocrita eutanasia camuffata, per chi non se la sente di buttarsi dalla finestra del sesto piano. C'è una interessante intervista a una malata di sclerosi multipla, in procinto di

partire per la svizzera, nella prospettiva di un suicidio assistito. Abbiamo istituzioni che non si vogliono prendere la briga  di verificare la nostra scelta di quando è venuto il nostro tempo di dire addio alla vita? Basterebbe una verifica di credibilità della scelta, per scremare chi vuole l'eutanasia solo perchè è depresso, è stato lasciato dalla fidanzata o la Roma ha perso. E' una banale questione di discrezionalità, cioè di valutazione sensata di una situazione umana. Ma nessuno se la sente di farla, allora ce ne andiamo in svizzera come in questa storia di Damiana, nel video linkato e nel testo. 

"Sono relegata a letto, ho dolori fortissimi, le mie mani tremano. Non voglio aspettare di rimanere paralizzata del tutto. Questa non è vita". Sono le parole pronunciate da Damiana, una donna di 68 anni malata di sclerosi multipla, nel video choc girato pochi giorni prima di morire, in una clinica in Svizzera, e diffuso da Radio Radicale. 

"Non basta l'assistenza, la dignità ha varie sfumature, e uno che è abituato a fare tutto da solo non accetta un'assistenza totale: nell'igiene, nella nutrizione. Questa non è vita", dice ancora Damiana nel suo video testamento, girato il 4 settembre pochi giorni prima di morire. Damiana parla delle difficoltà incontrate, dei costi sostenuti e dell'aiuto ottenuto dall'Associazione Luca Coscioni e da Exit Italia. Laprocedura per ottenere l'eutanasia ha richiesto più di due anni e circa 10mila euro di spesa

"Martedì avrò una prima visita con un medico - ha spiegato Damiana - il giorno dopo un'altra visita con il medico. Il terzo giorno se non avrò cambiato idea loro mi daranno una bevanda che devi bere da solo, ti fa addormentare e non ti risvegli più. Io potevo permettermelo, ma chi non può che fa?". 

E' una silenziosa tragedia quotidiana quella di tante persone, come appunto Damiana, che ha scelto la "dolce morte" in Svizzera dopo aver radunato i documenti necessari e i 10mila euro richiesti. E ancora, ci sono altri, sembra siano 20mila all'anno, che vengono aiutati di nascosto a morire negli ospedali. L'associazione Coscioni vuole dunque che si rimetta mano a quel testo di legge che potrebbelegalizzare l'eutanasia.

 

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