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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Burocrazia Commerciante suicida: il legalismo ne ammazza un altro
Commerciante suicida: il legalismo ne ammazza un altro PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Ci sono intere fabbriche di borse false, piene di cinesi in nero, e a chi la fanno la multa per lavoro irregolare? Alla moglie del pizzaiolo, che gli dava una mano in negozio senza contratto!! 2000 euro di multa, che sarebbero diventati novemila se non definiti in via breve. Almeno questa è la versione di alcuni articoli di stampa, mentre il capo degli ispettori del lavoro di Napoli (100 persone in tutto  vedi articolo qui di seguito) precisa che

nel negozio c'erano tre persone, due oltre la moglie. Anche una ragazza a dieci euro al giorno in nero. Io ho conosciuto, ha fatto l'esame di tributario con me, uno che fa il barista a sei euro l'ora, cui è andata un pò meglio. Insomma, il lavoro nero è da per tutto, e l'intervento deve essere "sistematico", cioè ben distribuito rispetto alle forze in campo. E' inutile aumentare le sanzioni, per controbilanciare la difficoltà dei controlli, perchè in questo modo, individuando una persona su cento con lavoratori in nero, la si trasforma in una vittima, oggetto di sanzioni pesantissime per un comportamento diffuso. La legge si trasforma così in una lotteria della disgrazia, dove "a chi tocca non si ingrugna" come diciamo a Roma. Sul piano della teoria del diritto il colpevole è la legalità, il meccanicismo "violazione-sanzione", il divieto di fare uno screening della gravità delle violazioni, il divieto di rateizzare (non è previsto, dice il capo degli ispettori), il divieto di verbalizzare con invito a regolarizzare, il divieto di regolarsi come le circostanze indicano più opportuno. In buona fede, e con le inevitabili sfumature comportamentali, a qualcuno  andrebbe meglio e a qualcuno peggio, ma così -con la rigidità legislativa- va male a tutti meno che ai mariuoli (espressione adatta alla localizzazione territoriale dell'episodio). Bisogna che i giuristi riscoprano e gestiscano la discrezionalità, cioè la possibilità degli uffici pubblici di regolarsi al meglio secondo le circostanze. Perchè la legge ha smesso da tempo di essere il presidio contro favoritismi e abusi. Ma è diventata, se non proprio una causa di favoritismi e abusi, una scheggia impazzita di cui siamo  tutti ostaggi, che ha ucciso il buonsenso, denominato in senso tecnico giuridico "discrezionalità". Di cui vanno sanzionati gli abusi, ma che dobbiamo riscoprire, perchè non accadano più vicende del genere.  

NAPOLI - Gli arriva una multa dell'Ispettorato del lavoro di poco più di duemila euro. E un pizzaiolo di Casalnuovo (Napoli), Eduardo De Falco, 43 anni, per tutti «Eddy», titolare di «Speedy pizza», un panificio-pizzeria al Corso Umberto I, sposato con tre figli, non regge e si uccide inalando i gas di scarico della sua automobile.

RIFERIMENTO PER I COLLEGHI - L'uomo era conosciuto come un gran lavoratore, riferimento costante per gli altri commercianti, ma gli affari non andavano bene. L' arrivo del verbale sarebbe stato il colpo di grazia psicologico. La morte di Eduardo ha suscitato un sentimento di forte commozione nel centro a nord di Napoli. Alcuni commercianti sono scesi in strada tenendo in mano dei cartelli e chiudendo i loro esercizi.

TROVATA LA MOGLIE SENZA CONTRATTO - Eddy indossava i vestiti da lavoro quando ha deciso di farla finita. Il titolare dii «Speedy Pizza» - secondo quanto ha riferito il fratello - ha fatto ritorno dal lavoro verso le 5 ed ha parcheggiato l'auto sotto la propria abitazione, al Corso Umberto I. Poi ha collegato con un tubo di gomma lo scarico dell'auto all'abitacolo ed ha inalato il gas di scarico che lo ha ucciso. A casa lo aspettavano la moglie ed i suoi tre figli, una ragazzina di 14 anni Denise (a cui aveva dedicato una pizza in menu) e i gemelli di 5. La sua piccola impresa rischiava la chiusura - raccontano ai giornalisti alcuni amici - dopo la visita dell'Ispettorato del lavoro, avvenuta martedì scorso. Gli ispettori del lavoro avevano trovato la moglie, intenta ad aiutarlo nella pizzeria-panificio aperta qualche anno fa e gli avevano contestato che la donna non avesse un contratto di lavoro. Di qui la multa di 2000 euro, che il 38enne panettiere avrebbe dovuto pagare in pochi giorni, con il rischio, in mancanza, di chiusura dell'attività commerciale. «Ma soldi non ce n'erano - riferiscono alcuni amici - ed Eddy si era rivolto al fratello, cassaintegrato della Fiat di Pomigliano e componente della Rsa, che non aveva disponibilità economica, ma gli aveva promesso che avrebbe trovato la soluzione. Un altro familiare, invece, si era offerto di pagare la multa al posto suo. »Ma Eddy non ha retto - concludono gli amici -, e stamattina ha fatto ciò che ha fatto. Assurdo».

FUNERALI - Si svolgeranno venerdì alle 11, nella chiesa Santissima Maria del Suffragio a Pomigliano d'Arco. In quel centro la famiglia del commerciante è molto nota e vi abita il fratello, dipendente della Fiat.

I COLLEGHI - Un cartello con la scritta «Non siamo ladri, né sfruttatori», ed una corona di orchidee, con la firma «Tutti i commercianti» sono stati collocati davanti al panificio-pizzeria di Eddy". Gli amici giunti sul posto dopo la diffusione della notizia e tra loro domina l'incredulita'. «Sono allibito», dice un commerciante. Altri parlano di una iniziativa di protesta contro fisco e burocrazia.

RUSSO (CONFCOMMERCIO) - «Desidero esprimere la solidarietà personale e dell'associazione che presiedo alla famiglia di Eduardo De Falco. Si tratta di un gesto estremo che ci rattrista e che impone una riflessione alle Istituzioni. Abbiamo più volte lanciato l'allarme su come il terziario sia allo stremo, ma i nostri appelli sono stati inascoltati», ha detto Pietro Russo, presidente della Confcommercio Imprese per l'Italia della Provincia di Napoli. «D'altra parte - ha continuato Russo - basta fare un giro per il nostro territorio e vedere sempre più saracinesche abbassate: siamo nel mezzo di una crisi che non risparmia quasi nessuno e che non accenna ad esaurirsi».

LA SERRATA - I commercianti di Casalnuovo hanno annunciato una serrata per venerdì mattina, in segno di solidarietà . «Lo hanno ucciso - hanno gridato i colleghi giornalisti - quello che è stato fatto ad Eddy e' istigazione al suicidio. Denunceremo i funzionari dell' Ispettorato del lavoro». «Non sappiamo piu' come andare avanti, come si può costringere un commerciante a pagare 2 mila euro di multa entro due giorni ?» aggiungono. «Ci diceva che a malapena riusciva a tirare avanti con la crisi che c'è - raccontano - come poteva sfamare i figli e pagare la multa ?»

ECCO LA VERSIONE DEL CAPO DEGLI ISPETTORI DEL LAVORO DI NAPOLI

l capo degli ispettori: «Addolorati per la morte di Eddy, ma non siamo assassini»
Parla il numero uno dell'Ispettorato: «In quella panetteria c'erano tre persone al nero, non una sola»
NAPOLI - «Ci sentiamo addolorati, ma non responsabili». L'ingegnere Renato Pingue, capo degli ispettori del lavoro di Napoli - dopo la morte di Eduardo De Falco, il pizzaiolo di Casalnuovo, suicidatosi per una multa di 2oo euro - non ci sta a fare da San Sebastiano con il suo plotoncino di cento uomini che ogni giorno batte la provincia a caccia di lavoro nero. «Addolorati ma non spietati, addolorati ma non assassini. Ho dovuto confortare i due ispettori che si sono abbandonati a un pianto dirotto. Ma loro non sono responsabili di alcunché». 
Piangevano per il rimorso?
«No, perché sono vittime di notizie false e tendenziose».
False?
«Gli ispettori si sono recati in quel panificio per svolgere il loro lavoro e hanno trovato una situazione molto diversa da quella che è stata rappresentata oggi sulla stampa».
Eddy stava con la moglie dietro al banco?
«Appena i due colleghi sono entrati, uno degli impiegati è scappato via. Abbiamo accertato le altre due persone presenti, dopo che il titolare si è qualificato. Una era la moglie, l'altra era una ragazza che lavorava da aprile a dieci euro al giorno. A fronte di queste evidenze non abbiamo chiuso il panificio, ma dato un tempo per chiarire: entro mezzogiorno del giorno dopo doveva venire in ufficio».
E pagare duemila euro....
«Sì, questa è la cifra».
Non potevate rateizzarla, vista la condizione di Eddy?
«Non è previsto».
«E lui che ha fatto?
«Non si è fatto sentire»:
A quell'ora si era già ucciso...
«Ma di questo non siamo colpevoli. Facciamo il nostro lavoro che è di scoprire il lavoro nero».
Però vi accanite con gli artigiani, con chi a stento arriva a fine mese.
«E lei pensa che alla Fiat ci sia il lavoro nero? Suvvia, il lavoro nero si annida nei piccoli esercizi. La verità è che i media stanno facendo una campagna sbagliata. Gli ispettori hanno solo accertato quello che hanno visto, non hanno infierito».
La vulgata popolare racconta di ispettori corrotti, a cui basta allungare cento euro per evitare l'accertamento?
«È un'accusa a cui replico sdegnato. I miei uomini vanno in giro e fanno un lavoro duro e pericoloso che mette a volte a repentaglio la loro vita. Altro che corrotti, sono degli eroi... A molti hanno incendiato o distrutto l'aiuto. E' un'accusa infame».
La signora De Falco sostiene che siete stati spietati.
«Comprendo il suo dolore, ma non è quello che è accaduto. Gli ispettori hanno fatto il loro lavoro con il massimo della serietà e della flessibilità. Hanno fatto un "accesso breve", dura una o due ore e serve solo per accertare irregolarità lavorative. Nessuna crudeltà...»
Oggi che ha detto ai suoi uomini?
«Stamattina li ho riuniti per far loro sentire la mia vicinanza. Ci addolora quello che è successo, ma non siamo criminali, siamo servitori dello Stato»
 

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