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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Aziende come istituzioni Le aziende vendono merce, non sistematizzano i concetti (nè dell'organizzazione sociale nè di altro)
Le aziende vendono merce, non sistematizzano i concetti (nè dell'organizzazione sociale nè di altro) PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Se dalla politica non dobbiamo aspettarci sistematizzazioni "pedagogico-formative" dell'organizzazione sociale, purtroppo è difficile che queste sistematizzazioni vengano da quegli strani gruppi sociali chiamati "aziende", dove tanti individui si aggregano, ma non certo in funzione

della potenza del gruppo, come era accaduto per gli eserciti, oppure della salvezza dell'anima, come accadeva per la fede. Diciamo che si concentrano attorno alla produzione di cioccolatini, di magliette, di trasporti, di divertimento, di automobili e di tante altre "prestazioni" per soddisfare bisogni umani. La "vendita", nell'economia agricolo-artigianal mercantile, era un mezzo per soddisfare bisogni, ma la produzione di serie, che ha diminuito i costi complessivi, deriva da una combinazione tra aumento dei costi fissi e diminuzione di quelli variabili. Il risultato è positivo ma si crea solo se le vendite hanno una certa massa critica (efficienza, break even etc., per chi li conosce, gli altri non si perdono molto). Non è questione di "bieco profitto" o di perdita di sani valori del passato, come se l'azienda fosse un grande pasticcere,  ma un riflesso delle economie-diseconomie di scala con le loro rigidità,i condizionamenti reciproci tra fattori produttivi di cui abbiamo già parlato. Per questo l'orizzonte del “gruppo sociale azienda" si esaurisce nella produzione di cioccolatini, pantaloni, spaghetti, detersivi, servizi telefonici e tante altre prestazioni che diventano il buco della serratura per guardare all'organizzazione sociale. Oggi, a chi lavora in azienda sembra di esistere per produrre, vendere o registrare in contabilità le proprie merci, che genera una prospettiva angusta, non solo nell'uomo alla catena di montaggio, ma anche nei dirigenti e nei proprietari, per certi versi "alienati" come i loro operai. Non fa molta differenza che questi ultimi si ritemprino in pensione a Rimini ed i padroni su una barca da 50 piedi, perchè sempre l'alienazione li accomuna. E' quindi normale che , di fronte alle disfunzioni dell'organizzazione sociale l’azienda si ripieghi su se stessa e sul proprio settore di mercato. Anche i bilanci di sostenibilità, comunque, sono necessariamente parametrati sulla merce, sul business, e sui suoi riflessi sociali, funzionalizzati a proiettare nell'opinione pubblica una buona immagine dell'azienda. E va bene così, non bisogna aspettarsi che le aziende per loro natura facciano pedagogia sociale. Casomai possiamo aspettarci che i loro proprietari, i loro dirigenti, nella qualità di "classe dirigente", capiscano la difficoltà delle aziende di operare in un contesto socialmente disorganizzato e analfabeta. E cerchino di sostituirsi ad una attività di formazione sociale dove la macchina pubblica è stata carente. Senza secondi fini immediati, ma sapendo i benefici a lungo termine di operare in una società meglio organizzata e sopratutto più consapevole. Ma non è una cosa che possono fare "le aziende", come produttrici di cioccolatini o di lavatrici, quanto piuttosto  le classi dirigenti che ruotano attorno alle aziende. Non solo quelle padronali e dirigenziali, ma anche quelle sindacali, in un'ottica cooperativa e di armonia sociale, che passa attraverso la consapevolezza del ruolo di ciascuno e del controllo reciproco nel suo svolgimento. E' un buon compito che non sorge spontaneo dall'azienda, dal business, e che va reso trasparente, con finanziamenti per attività di ricerca sociale, anche attraverso le c.d. "fondazioni di impresa". Magari meno beneficienza, anche se dà più ritorno di immagine nell'immediato, e più formazione sociale.

 

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