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Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Amministrare per legge La beffa del cambio delle vecchie lire
La beffa del cambio delle vecchie lire PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Secondo la Banca D'Italia, dopo il colpo di mano del governo Monti, che con alcuni mesi di anticipo dichiarò non convertibili le vecchie lire, bisognerebbe dimostrare di essersi recati a cambiare le banconote facendosi documentare il rifiuto di oltre 4 anni fa, da parte

del cassiere allo sportello, in base alla norma poi dichiarata incostituzionale. E' una interpretazione forse formalmente ineccepibile in base al concetto di "rapporto esaurito", cui non si applicano gli effetti delle sentenze di incostituzionalità. E' però una soluzione politicamente farisaica, come se gli italiani che contavano sul termine ordinario avessero avuto la sfera di cristallo per sapere che la norma sarebbe stata poi dichiarata incostituzionale dalla sentenza  216 del 2015. La sentenza della consulta stigmatizza la scorrettezza del blocco anticipato da parte del decreto «salva-Italia» . Se è incostituzionale una legge che mi permette di fare una cosa ancora per tre mesi, la soluzione più logica sarebbe stata che a decorrere dalla sentenza della corte costituzionale decorre di nuovo il termine mancante dei tre mesi. Trattandosi però di una soluzione interpretativa di buonsenso, era normale che dovesse essere sancita da qualcuno. Tutti se ne sono ovviamente fregati, ribaltando la patata bollente sul decorso del tempo, e sull'attuale soluzione comprensibile, ma farisaica, secondo cui i detentori delle lire, intravedendo con 4 anni di anticipo la sentenza della corte costituzionale,  avrebbero dovuto farsi verbalizzare il rifiuto entro il termine ordinario del 28 febbraio 2012. Va bene così ci terremo la fregatura, ma non fate appello ai cittadini per onestà, disonestà e senso civico. Abbiate un minimo di decoro. La vicenda è degna di "scelta cinica" non "scelta civica". 

 

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