Area riservata

Newsletter

Link

Siti amici, partners o semplicemente di interesse che vi segnaliamo. Accedi

 47 visitatori online

Dalla tassazione a tutto il resto

L'organizzazione sociale in materia tributaria riflette l'organizzazione sociale in genere. Che per fortuna in Italia è molto meglio di quella in materia tributaria. Inseriamo qui gli spunti per evitare ulteriori peggioramenti. Mentre i nostri sforzi per migliorare la parte tributaria sono su www.giustiziafiscale.com per la classe dirigente in genere e www.fondazionestuditributari.com per gli (sfortunati :-)) operatori di questo settore

Home Amministrare per legge Olocausto e tedeschi: violenza verbale e sterminio reale
Olocausto e tedeschi: violenza verbale e sterminio reale PDF Stampa E-mail
Scritto da Raffaello Lupi   

Il giorno della memoria è quasi finito, ma uno studioso sociale delle istituzioni , cioè un giurista, si chiede in come una macchina statale possa aver compiuto ordinatamente e con burocratica efficienza una mostruosità del genere. Non c'entrano per nulla le divagazioni antropologico-preindustriali con cui arditamente Alberto Bagnai spiega l'olocausto col mercantilismo   o con caratteri strutturali del popolo tedesco, come se fosse una razza economicamente criminale. Se guardiamo bene, allo scoppio della seconda guerra mondiale non c'era affatto un momento di crisi economica, nè in Germania nè altrove. Però la violenza verbale con cui Hitler 

era andato al potere era accompagnata da metodo e organizzazione. Il regime era seguito da un popolo rispettoso e coeso, creativo nella disciplina, come dimostrta la conferenza di wannsee , del Gennaio 1942, dove lo sterminio fu deciso senza dirlo esplicitamente.  Dal verbale originale dell'epoca consultabile qui  si comprende la criminale coerenza della c.d. "soluzione finale" col programma politico di liberazione dell'europa dagli ebrei; quest'ultimo, come si legge nel verbale e confermano i dati storici, era iniziato anni prima con l'emigrazione forzata, e col progetto di creare una specie di colonia ebraica forzata deportando gli ebrei europei addirittura in Madagascar. L'obiettivo di una europa libera dagli ebrei, non più realizzabile con l'emigrazione , per via della guerra,  fu quindi perseguito con lo sterminio, ma senza usare mai questa parola.  E' infatti sorprendente l'abile pragmatismo ipocrita con cui il verbale dice e non dice, lasciando intravedere l'eliminazione solo come conseguenza dei pesanti lavori degli ebrei destinati alla costruzione di strade. E le donne , e i bambini, i vecchi? Mah, restavano nel vago del trasferimento a est, "notte e nebbia" (nacht und nebel) si chiamava infatti il programma per la "soluzione finale". Volendo collegarmi alle spiegazioni antropologiche di Bagnai, traspare un carattere opposto a quello dei fanfaroni  popoli mediterranei, che magari "dicono e non fanno", tipo "spezzeremo le reni alla Grecia et similia". Inversamente, l'olocausto sembra essere stata un'azione che l'organizzazione tedesca  fa e non dice, neppure a se stessa, in una malitesa coerenza con le parole d'ordine razziste ripetute ormai dal 1933 (violenza verbale che diventa sterminio reale).  Il verbale della conferenza di Wannsee, con un oggetto così orrendo, lascerebbe di stucco i burocrati italiani, che pretendono sempre ordini scritti per essere riparati anche da minime responsabilità. L'organizzazione tedesca mise invece in  moto uno sterminio di massa su un presupposto giuridicamente "detto e non detto", non formalizzato in peno. Dal verbale della conferenza di Wannsee emerge una macchina giuridica (tipico esempio della più vasta categoria del diritto non giurisdizionale), che si fece interprete dei nefasti valori e voleri del potere politico dominante. Una macchina amministrativa, insomma, che capiva da sola dove il potere politico voleva che andasse.  Anche massacrando milioni di uomini a colpi di sottintesi, soffermandosi poi sui casi particolari e le distinzioni giuridiche:  i nazisti non eliminavano infatti tutti gli individui di razza ebraica caduti in loro potere, ma solo i cittadini di paesi consenzienti all'eliminazione o da loro comunque occupati. Ad esempio gli individui di razza ebraica cittadini di altri stati erano esclusi dall'eliminazione, indipendentemente dal fatto che fossero stati neutrali o anche belligeranti, come per i prigionieri di guerra americani o inglesi di razza ebraica, i bulgari o gli ungheresi fino al colpo di stato del 1944. Proprio facendo leva sulla cittadinanza,  il nostro Giorgio Perlasca, fingendosi console spagnolo, salvò migliaia di ebrei ungheresi rilasciando certificati di cittadinanza iberica. La violenza verbale nazista, tipica di una ideologia di morte, applicata a un paese disciplinato e organizzato, ha quindi prodotto mostri. L'iniziativa e la disciplina del popolo tedesco furono rivolte allo sterminio, posto in essere senza farsi domande, dalle strutture amministrative interessate. Che non discutevano "il cosa", ma si occupavano del "modo", così come non discutevano direttive nocive per lo stesso popolo tedesco. Basta pensare all'atteggiamento  di stupida superiorità razziale verso un altro grande popolo della storia europea, come i russi, che si sarebbe rapidamente rivoltato contro Stalin se i tedeschi fossero stati appena un poco più diplomatici. Basta pensare all'attacco contro gli angloamericani sulle Ardenne, a fine 44, che sprecò quanto restava dell'esercito tedesco, distogliendolo dalla resistenza alle armate sovietiche, ormai alle porte della Germania, che invasero subito dopo con violenze e pulizia etnica che fecero circa 8 milioni di profughi tedeschi, due milioni di morti e centinaia di migliaia di donne violentate. Dopo la capitolazione del 1945, basta pensare alla disciplina comunista della germania est, all'ortodossia liberista di quella di Bonn, ai processi di denazificazione con cui i tedeschi hanno fatto i conti con una fase tragica della loro storia, mentre da noi il fascismo è ancora argomento tabù.  Oggi una fetta della nostra comunicazione parolaia presenta i tedeschi come un popolo di criminali, mentre è solo un popolo disciplinato, che prende sul serio le iniziative (all'epoca criminali) dei suoi governanti. Compreso  un allucinato dittatore arrivato al potere dopo che altri paesi avevano umiliato una Germania, benchè non sconfitta nella prima guerra mondiale, e dove molti si erano sentiti traditi dal crollo del fronte interno, del che erano stati incolpati comunisti ed ebrei in veste di capri espiatori.   E' un popolo coeso, che si sente unito, fa gruppo, non bisticcia al proprio interno, segue poco la demagogia politica, forse perchè non ha mai dovuto subire governi stranieri, come abbiamo dovuto fare noi (vedi questo mio parallelismo con l'Italia). Stiamo attenti quindi alla violenza verbale, che dipinge i tedeschi come nuovi nazisti, affamatori della Grecia, cavalieri dell'apocalisse d'europa, ieri coi panzer, oggi  col denaro, e tante altre panzane simili. Ora che sta per concludersi il giorno della memoria 2015, ricordiamo che proprio con l'olocausto divennero realtà di sterminio precedenti violenze verbali, diretta ad aggregare la società tedesca e a trovare capri espiatori della crisi. Forse è questa una delle poche affinità tra oggi e allora, ma non col 1939-45, quanto piuttosto col 1929-1933. Chi parla dell'economia come una guerra non riesce neppure a immaginarla, anche se l'ha vista al cinema.

 

Copyright © 2012 www.organizzazionesociale.com | All Rights Reserved. Tutti i diritti riservati | fondazione studi tributari P.IVA 97417730583

PixelProject.net - Design e Programmazione Web